Articolo 12: Patrimonio

1. La CPI può trarre le risorse economiche per il suo funzionamento e per lo svolgimento delle sue attività da:
  • a. quote e contributi degli associati;
  • b. eredità, donazioni e legati;
  • c. contributi dello Stato, delle Regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubbliche, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
  • d. contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;
  • e. entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
  • f. proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
  • g. erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
  • h. entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;
  • i. altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.
2. I fondi a disposizione della CPI sono depositati presso istituti di credito, bancario o postale, come stabilito dal tesoriere in accordo col Presidente.
3. Il bilancio preventivo e quello consuntivo coincidono con l’anno solare.
4. Dal bilancio consuntivo devono risultare i beni, i contributi e i lasciti ricevuti.
5. Il patrimonio residuo, in caso di scioglimento, cessazione o estinzione, dopo la liquidazione, dovrà essere devoluto a fini di utilità sociale coerenti con gli scopi di cui all’articolo 3 del presente statuto.